Opere, Volume 1

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F. Rossi-Romano, 1862 - 845 pagine
 

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Brani popolari

Pagina 330 - Poi ministra di luce e di portenti, del ciel volando pei deserti campi, seminasti di stelle i firmamenti. Tu coronasti di sereni lampi al sol la fronte; e per te avvien che il crine delle comete rubiconde avvampi; che agli occhi di quaggiù, spogliate alfine del reo presagio di feral fortuna, invian fiamme innocenti e porporine. Di tante faci alla silente e bruna notte trapunse la tua mano il lembo, e un don le festi della bianca luna; e di rose all'Aurora empiesti il grembo, che poi sovra i sopiti...
Pagina 582 - Ahi, serva Italia, di dolore ostello, Nave senza nocchiero, in gran tempesta, Non donna di provincie, ma bordello!
Pagina 564 - L'ali il Tempo riverenti Al tuo piede abbasserà; Fremeran procelle e venti, E la tomba tua starà. Per la cozia orrenda valle, Usa i nembi a calpestar, Torva l'ombra d'Anniballe Verrà teco a ragionar.
Pagina 596 - De' nipoti nel cor dolce e segreto L'amor tramanda delle sante Muse. E per Comante già tutto l'avea, Eccelsa Donna , in te trasfuso : ed egli Lieto all'ombra de' tuoi possenti auspici, Trattando la maggior lira di Tebe, Emulò quella di Venosa, e fece Parer men dolci i Savonesi accenti ; Padre incorrotto di corrotti figli, Che prodighi d'ampolle e di parole Tutto contaminar d'Apollo il regno.
Pagina 341 - Che cor, misero UGON, che sentimento Fu allora il tuo, che di morte vedesti L'atro vessillo volteggiarsi al vento? E il terribile palco erto scorgesti, Ed alzata la scure, e al gran misfatto Salir bramosi i manigoldi e presti; E il tuo buon Rege, il Re più grande, in. atto D'agno innocente fra digiuni lupi. Sul letto de' ladroni a morir tratto; E fra i silenzi delle turbe cupi Lui sereno avanzar la fronte e il passo.
Pagina 559 - Ma datti pace, e il core Ad un pensier solleva Di me più degno, e della forte insieme Anima tua. La stella Del viver mio s'appressa Al suo tramonto, ma sperar ti giovi Che tutto io non morrò: pensa che un nome Non oscuro io ti lascio; e tal che un giorno Fra le italiche Donne Ti...
Pagina 36 - L'armi lucenti, sbigottir gli stessi Cavalli, ea lui si sciolsero per sempre E le forze e la vita. Enea temendo In man non caggia degli Achei l'ucciso, Scese, e protesa a lui l'asta e lo scudo...
Pagina 330 - Uscir fé tutte le mondane cose, E al guerreggiar degli elementi infesti Silenzio e calma inaspettata impose, Tu con essa alla grande opra scendesti, E con possente man del furibondo Caos le tenebre indietro respingesti, Che con muggito orribile e profondo Là del Creato su le rive estreme S'odon le mura flagellar del Mondo; Simili a un mar che per burrasca freme, E . sdegnando il confine , le bollenti Onde solleva, e il lido assorbe e preme.
Pagina 599 - Numi creare: onde per tutta La celeste materia e la terrestre Uno spirto, una mente, una divina Fiamma scorrea, che l'alma era del mondo. Tutto avea vita allor, tutto animava La bell'arte de
Pagina 559 - Donna, dell'alma mia parte più cara *), perché muta in pensoso atto mi guati, e di segrete stille rugiadose si fan le tue pupille? Di quel silenzio, di quel pianto intendo, o mia diletta, la cagion. L'eccesso de...

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