Opere de Benvenuto Cellini: Vita ... da lui medesima scritta ... ridotta ... da Gio. Palamede CarpaniSocietà tipografica de'classici italiani, 1811 - Italian literature |
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Common terms and phrases
adunque alcuni alquanto Antonio appiccare argento arte artefici avendo avvertire bella Benedetto Varchi benissimo BENVENUTO CELLINI borace braccia Bramante bron bronzo Buonarroti Caradosso Cardinale cavo Cellini Benv cera ceselli chè colla colore coreggiuolo Cosimo il Vecchio cotal d'argento d'oro debbe diamante dicemmo diligenza dipoi disegno dita Duca Alessandro Duca Cosimo essendo essendoché fare feci ferro figura fiorentino Firenze Firenze B forma fornace fornello Francesco fuoco gesso gettare gioie Giovanni gran grandezza grandissima grossa grossezza guisa intagliare Jacopo l'altro l'artefice l'opera laonde lasciare lavoro lode Lorenzo Lorenzo il Magnifico Luca Martini luogo mano maravigliosa marmo martello Matteo B mattoni medaglie medesimo metallo mettere mezzo Michelagnolo modello mostrare niello opere orefice Oreficeria Papa perciocchè Perseo pezzi piastra piccole Pietro pigliare piglisi Pittura poco ragione rubino s'è detto saldare saldature sarà Scultura sfiatatoi sieno simo smalti sopraddetto stampe statua stiacciarlo suddetto terra tinta Trattati vaso vedere vegga volendo
Popular passages
Page 249 - della longitudine, e non quelle della latitudine e altitudine. Il detto Lionardo aveva trovato le regole, e le dava ad intendere con tanta bella facilità e ordine, che ogni uomo , che le vedeva, ne era capacissimo: e siccome io dico disopra, mentre che io servivo quel Re Francesco, essendovi il sopraddetto Bastiano
Page 263 - Che senza alcun ritegno o barbazzale Delle cose malfatte dicea male, E la cupola al mondo singolare Non si potea di lodar mai saziare; E la solca chiamare , Alzandola alle stelle, La maraviglia delle cose belle : Certo non capirebbe or nella pelle, In tal guisa dipintala veggendo; E saltando e correndo e fulminando, S'andrebbe querelando E , per tutto gridando ad alta voce, Giorgin
Page 263 - In tal guisa dipintala veggendo; E saltando e correndo e fulminando, S'andrebbe querelando E , per tutto gridando ad alta voce, Giorgin d'Arezzo metterebbe in croce, Oggi universalmente Odiato dalla gente E 1 popol fiorentino Quasi pubblico ladro o assassino: Non sarà mai di lamentarsi stanco, Se forse un
Page 249 - le parole, che io sentii dire al Re di lui, le quali disse a me, presente il Cardinal di Ferrara e il Cardinal di Loreno e il Re di Navarra : disse, che non credeva mai, che altro uomo fusse nato al mondo,
Page xxiv - suo con i Principi , non meno che le mani e l'ingegno adoperare nelle cose dell' arti, non ne dirò qui altro , atteso che egli stesso ha scritto la Vita e l'opere sue , e un Trattato dell'Oreficeria, e del fondere e gettar di metallo, con altre cose attenenti a tali arti, e della Scultura, con molto più eloquenza e ordine, che io qui peravventura non saprei fare
Page xxiii - di marmo con alcune figure di bronzo bellissime , alte circa un braccio e un terzo l'una; la quale tutta opera fu condotta veramente con quanto studio e diligenza si può maggiore, a perfezione e posta in detto luogo degnamente, a paragone della Judit di mano di Donato , cosi famoso e
Page 248 - libro avendolo un povero gentiluomo, egli me lo dette per quindici scudi d'oro,. Questo libro era di tanta virtù e di tanto bel modo di fare, secondo il mirabile ingegno del detto Lionardo ( il quale io non credo mai, che maggior uomo nascesse
Page 47 - opera dentro al fornello nel mezzo; avendo grandissima avvertenza, come lo smalto comincia a muovere di non lasciarlo scorrere affatto, ma cavar l'opera fuori del fornello e trattenerla a poco a poco, acciocché ella non si freddi a un tratto: Come sia poi ben freddo lo smalto , diasi la seconda pelle al lavoro in quella guisa , che si fece la prima, della quale
Page 259 - voi, ch'avete, non sapendo, sparte Parole al vento, a far che la Scultura Sie men della sua ombra, abbiate cura, Che chi non sa, nulla può dir dell'Arte. Quelli, che poco sanno, piglian parte; E quest
Page 264 - Toscane Firenze appresso i Giunti i56o. VJon quel soave canto e dolce legno Poi gli rendette il prezioso pegno ; Ne corse ardito Orfeo per la consorte; Cerber chetossi, e le tartaree porte S'aperser, che Pluton ne lo


